Quando qualcun altro spiega VerticalMan® meglio di noi

Condividi questo post

20 minutiCi sono momenti in cui il lavoro di qualcun altro vale più di qualsiasi campagna pubblicitaria.

Armando Sborgia, nel suo canale YouTube SoS Sicurezza, ha pubblicato un video sul lavoro isolato che ci ha convinti a sponsorizzarlo ancora prima di finire di guardarlo. Non perché parli di VerticalMan® — anche se lo fa, e lo fa bene — ma perché affronta un tema complesso con una rara qualità: riesce a essere preciso senza essere noioso, tecnico senza essere ermetico.

Il video parte da una domanda semplice: perché nel 2026 il lavoro isolato è ancora un problema irrisolto? La risposta che costruisce Armando è articolata ma mai pesante. Parla di normativa, di giurisprudenza aggiornata (compresa una sentenza della Cassazione del giugno 2025 che ridefinisce la responsabilità datoriale), di valutazione del rischio con la matrice SUVA, e di tecnologia. Il tutto senza mai perdere il filo, con qualche spruzzata di ironia che rende la pillola molto più facile da inghiottire.

Il lavoratore isolato secondo la legge: più obblighi di quanto si pensi

Uno dei punti più utili del video è la chiarezza sul quadro normativo. Il D.Lgs. 81/08 non definisce esplicitamente il lavoro isolato — e questa non è una dimenticanza, ma una scelta che riflette la trasversalità del fenomeno. Ciò non significa, però, che manchino obblighi. Tutt’altro.

L’articolo 17 impone la valutazione di tutti i rischi, incluse le condizioni di isolamento. L’articolo 28 richiede che il DVR specifichi le misure adottate per ogni rischio identificato — e il lavoro isolato è un rischio identificabile. L’articolo 15 comma 1 lettera a) chiede di eliminare o ridurre i rischi alla fonte: la prima domanda da porsi non è “quale dispositivo usiamo?” ma “è davvero necessario che questo lavoratore operi da solo?”. Infine, l’articolo 41 ricorda che la sorveglianza sanitaria per il lavoratore isolato deve essere specifica, perché il profilo di rischio — stress da isolamento, carico cognitivo aumentato, assenza di feedback immediato — è diverso da quello dei colleghi che lavorano in team.

Come funziona un sistema uomo a terra: la spiegazione che vorremmo dare noi

Nella parte tecnica, Armando descrive il funzionamento dei dispositivi di allarme per il lavoratore con una precisione che ci ha fatto piacere ascoltare. I sensori accelerometrici rilevano variazioni della verticalità oltre una soglia predefinita, tipicamente 45° rispetto all’asse verticale, mantenuta per un intervallo di tempo configurabile. Se il lavoratore cade e rimane immobile, il sistema avvia automaticamente la sequenza di allarme — senza che nessuno debba premere nulla.

Accanto al rilevamento della postura, i sistemi più evoluti monitorano anche l’immobilità prolungata: un operatore fermo per troppo tempo, anche in posizione verticale, può aver subito un malore senza essere caduto. Poi c’è il pulsante SOS per chi è cosciente e in pericolo, e in alcuni sistemi la funzione di allarme silenzioso — per situazioni in cui non è opportuno fare rumore.

Questa è esattamente la logica di VerticalMan®: non aspettare che il lavoratore chieda aiuto, ma accorgersi prima che non possa più farlo.

Dove il GPS non arriva, ci pensano i beacon

Un dettaglio che Armando sottolinea e che vale la pena ribadire: la localizzazione non si ferma dove finisce il segnale GPS. Nelle celle frigorifere, nei locali tecnici interrati, nei magazzini automatizzati — tutti ambienti in cui il GPS è inutile — VerticalMan® utilizza i beacon Bluetooth e la localizzazione Wi-Fi per continuare a sapere dove si trova l’operatore. Non è un dettaglio da catalogo: è la differenza tra un sistema che funziona solo all’aperto e uno che funziona dove serve davvero.

Un investimento che si ripaga: il modello OT/22 INAIL

Uno degli argomenti più concreti del video riguarda il sistema di incentivazione INAIL (modello OT/23, evoluzione del precedente OT/24). Le aziende che adottano misure di sicurezza superiori a quanto richiesto dalla normativa — e i dispositivi uomo a terra rientrano esplicitamente tra queste — possono richiedere una riduzione del tasso medio di tariffa INAIL, che varia dal 28% per le aziende più piccole al 5% per quelle con oltre 500 dipendenti.

Per un RSPP che deve convincere la direzione ad allocare budget, trasformare questa misura in un’analisi costi-benefici concreta è uno strumento di dialogo molto più efficace di qualsiasi argomentazione normativa.

Perché abbiamo scelto di sponsorizzare questo video

Non sponsorizziamo contenuti per visibilità. Lo facciamo quando troviamo qualcuno che condivide il nostro modo di stare sul mercato: spiegare le cose come stanno, senza semplificare troppo e senza complicare per sembrare esperti.

Armando Sborgia fa esattamente questo. Il suo canale SoS Sicurezza è una risorsa concreta per chi si occupa di HSE — il tipo di contenuto che un RSPP può guardare per tenersi aggiornato senza sentirsi sminuito né sopraffatto.

Il video è disponibile su YouTube. Se vi occupate di sicurezza dei lavoratori isolati, vale venti minuti del vostro tempo.

Potrebbero Interessarti

App Uomo a Terra

HS&UT 2026: la sicurezza dei lavoratori isolati, in aula con Aldea

Il 5 e 6 novembre saremo a HS&UT, a Montesilvano, con una lezione sulla sicurezza dei lavoratori isolati. Ecco cosa porteremo e come partecipare. “Noi non abbiamo lavoratori isolati.” È la frase che sentiamo più spesso nei primi colloqui con un RSPP. Poi, guardando meglio, i lavoratori isolati compaiono: i

Privacy

In Aldea abbiamo un forte rispetto della privacy degli utenti. Per un dettaglio della nostra politica sulla privacy consultare Politica sulla Privacy