Come riconoscerli e tenerli in sicurezza

La pandemia di coronavirus che stiamo vivendo ha già portato le aziende ad introdurre il distanziamento sociale anche sui luoghi di lavoro. Sicuramente ancora per diversi mesi, fino a che non archivieremo questa epidemia come un brutto ricordo, dovremmo mantenere delle distanze in tutte le occasioni siano essere ricreative che lavorative.

Con le nuove procedure che le aziende devono seguire per tenere i lavoratori ad una distanza di sicurezza, sicuramente si creeranno nuove situazioni, in cui potrebbero essere annoverati nella categoria di lavoratori isolati, se pur temporaneamente.

Di seguito alcuni importanti spunti per come identificare i lavoratori isolati e sulle misure da adottare per mantenerli in sicurezza.




Chi sono i lavoratori isolati?

Si tratta di personale che svolge la propria attività senza essere affiancato da un collega o senza la costante presenza di altre persone nelle vicinanze. Le attività che si svolgono in isolamento sono più frequenti di quanto si possa pensare. Vanno dalle attività di manutenzione, all’accesso a luoghi poco frequentati oppure alla sorveglianza dell’azienda. Anche i lavoratori che operano all’esterno delle sedi sono spesso categorizzabili come lavoratori isolati, per esempio autisti, ispettori, letturisti, fattorini o agenti di sorveglianza.

Ora con il distanziamento sociale, ci saranno diverse altre categorie di lavoratori che svolgeranno le proprie mansioni in solitaria se non per tutta la sessione lavorativa per diversi lunghi periodi.

È necessario che le aziende adottino, oltre i DPI richiesti dalla legge, delle procedure operative o dei sistemi automatici per tutelare la sicurezza di questi lavoratori nel caso in cui abbiano necessità di soccorso.

Esistono delle App professionali per smartphone pensate appositamente per questo scopo. Scegliere le caratteristiche più idonee per l’attività svolta dal proprio personale a volte non è banale, nell’articolo “I requisiti dei software per la sicurezza dei lavoratori isolati” cerchiamo di fare chiarezza, anche per i non propriamente tecnici.

Fornire uno smartphone ad un lavoratore è sicuramente alla portata di tutte le aziende, ma se si opera in ambiti industriali o in aree pericolose è importante scegliere quello che abbia le caratteristiche più appropriate, come per esempio resistere alle cadute o alle intemperie (rugged), essere sanificabili ad alte temperature oppure avere delle certificazioni per operare in aree a rischio esplosioni (ATEX).

Per approfondire le proprietà fondamentali che uno smartphone deve avere, potete leggere l’articolo “Scegliere lo smartphone rugged” che propone anche una piccola comparazione di alcuni telefoni presenti sul mercato italiano.

Altro fattore importante quando si hanno lavoratori isolati è che in caso di emergenza siano raggiunti nel più breve tempo possibile, per questo è fondamentale conoscerne la posizione; ovviamente se l’operatore è assegnato ad una specifica area, il problema di dove si trovi non esiste, ma in tutti gli altri casi è necessario identificare la sua posizione in caso di necessità, preservando però la sua privacy. Se l’operatività è all’esterno ci si può basare sulle coordinate GPS, mentre se lavora spesso all’interno di stabili è importante avere un sistema di posizionamento indoor. Per capire i vantaggi e se si ha bisogno ti tale nuova tecnologia, potete approfondire con l’articolo “Perchè un sistema di posizionamento indoor per le emergenze”.